lunedì, 28 agosto 2006
una genialata di Scalfari. Tratto da www.repubblica.it
(grassetti e corsivi sono aggiunte personali)
I cattolici e il re senza corona
di EUGENIO SCALFARI
RACCONTANO le cronache che l'altro ieri, al "meeting" riminese di Comunione e liberazione, l'ospite d'onore fosse impacciato. Trattandosi di Silvio Berlusconi l'aggettivo impacciato stupisce. Se c'è un personaggio totalmente disinibito, uno "showman" a prova di bomba, un professionista del video e dei bagni di folla, è lui. Una platea come quella di Cl, settemila allievi di Don Giussani, il crocifisso brandito come una clava e la Compagnia delle Opere come un salvacondotto sulla strada del paradiso, equivale per lui ad una flebo di adrenalina.
Dunque come mai impacciato? Nonostante che un terzo di quei settemila fosse composto dalla "claque" mobilitata da Forza Italia? Io lo capisco Berlusconi, pensava d'essere insostituibile alla guida dell'Italia. Pensava d'aver creato un rapporto di ferro con Putin, con Blair, soprattutto con Bush e Condoleezza Rice. Pensava che i soldati italiani a Nassiriya fossero il pegno la garanzia e il pilastro della sua politica estera.
Pensava che il governo d'Israele avrebbe buttato fuori a calci D'Alema e Prodi semmai avessero osato farsi vedere dalle parti di Gerusalemme. E infine pensava che sulla missione militare in Libano il centrosinistra si sarebbe sfarinato e dissolto come nebbia al sole.
Invece è accaduto tutto il contrario. L'Italia di Prodi, D'Alema e Parisi è diventata il partner più affidabile per Bush.
Il ritiro dall'Iraq del nostro contingente militare non ha provocato neppure un battito di ciglia né al Pentagono né alla Casa Bianca. L'unità europea si è ricostruita proprio sulla questione libanese e l'embrione di una struttura militare ha fatto la sua comparsa per la prima volta proprio in seguito all'iniziativa italiana. Lo credo bene che fosse impacciato. Tanto più che, al punto in cui sono le cose, gli toccherà perfino di dover dare i voti di Forza Italia, graditi ma non determinanti, alla strategia dell'odiato Prodi.
E chi aveva a fianco come ospite d'onore al raduno di Cl? Roberto Formigoni, uno dei suoi concorrenti, il benamato, lui sì, di Don Giussani, il vero padrone della Lombardia teocon, la sua bestia nera dopo Casini o forse perfino prima di lui. Sicché dire impacciato è dir poco. In realtà chi lo conosce riferisce che fosse furibondo, ammalato di malinconia, appannato nella postura e nell'eloquio non più fluente come un tempo. Non avendo molti argomenti da offrire al pubblico, ha ritirato fuori la delicata questione dell'uomo della provvidenza aggiungendo che metà dell'Italia lo odia ma un'altra metà lo ama e lo costringe a restare in politica.
Francamente è raro che un uomo politico si vanti d'aver spaccato il Paese in due e lo consideri un merito storico. Forse qualcuno dei suoi consiglieri dovrebbe avvertirlo che quella spaccatura da lui considerata il segno del suo successo rappresenta invece una pietra tombale sui sogni di rivincita. Se avesse dei consiglieri. Ma non li ha. Ha avuto una corte e dei cortigiani. Scomparso il potere scomparsi i cortigiani. Forse Apicella, ma anche sul chitarrista non ci giurerei.
* * *
Tuttavia, lasciando da parte il ciarpame, la claque, il trapianto dei capelli e l'uomo della provvidenza, qualche cosa di serio è venuto fuori nell'incontro tra Berlusconi e Cl. Riguarda una certa idea dell'Italia, una certa idea del cattolicesimo italiano e una certa idea dell'Occidente nei suoi rapporti con le altre culture.
Avesse affrontato temi di questa importanza in una riunione di Forza Italia non varrebbe neppure la pena di parlarne; ma li ha affrontati davanti al popolo di Comunione e liberazione e allora la faccenda cambia aspetto. L'importanza non deriva da chi ha posto il tema ma da chi lo ha ascoltato.
Da come lo ha ricevuto. Dal peso che quel tema ha su una comunità di giovani cattolici cari a papa Wojtyla e al suo successore, cari a Ruini e al patriarca di Venezia che probabilmente ne prenderà il posto, cari ad Andreotti.
Gli invitati ai raduni di Cl ci vanno per essere accettati. Ciò che viene detto a Rimini, chiunque lo dica, serve a guadagnarsi il favore della platea, non a scontentarla e a farla infuriare. Alcuni ci riescono altri no e ne escono scornati e rancorosi. Bocciati. Resta da capire perché tanta gente delle più varie estrazioni voglia farsi esaminare dai giovanotti di Cl. Ecco un punto che va approfondito. Berlusconi l'esame l'ha superato in alcune materie, ma in altre no.
Sull'invito finale a far nascere da Cl un partito moderato e liberale è stato bocciato, i ciellini non sono né liberali né moderati e lo sanno benissimo. Invece è stato promosso sulla sua idea di scuola e di cattolicesimo. Semplicemente perché non ha fatto che ripetere le cose che i ciellini vogliono sentirsi dire.
Ma quelle cose corrispondono alla realtà italiana? Agli interessi del paese? A un rapporto equilibrato tra il cattolicesimo e la modernità?
* * *
I giovani di Cl rappresentano una militanza credente. Un Cristo operativo. Pregano e operano. Si comunicano e operano. Organizzano e operano. La solitudine non è il loro forte. La contemplazione meno che mai. Li vedo molto più vicini a Giovanni Bosco che a Francesco d'Assisi. A Teresa di Calcutta che a Giovanni della Croce. Fosse tempo di crociate forse sarebbero crociati. Credo che abbiano un briciolo d'invidia verso l'Opus Dei perché il suo fondatore è già santo e quella comunità è stata elevata a prelatura. Anche Cl vorrebbe diventare prelatura e vedere il suo fondatore sugli altari, ma questi salti di qualità, purtroppo per loro, non sembrano far parte dell'agenda vaticana.
Comunque in Italia sono abbastanza potenti, sempre per via delle opere. Fuori d'Italia li conoscono poco, anzi non li conoscono affatto. Della scuola hanno un'idea che piace molto a papa Ratzinger e a Ruini. Vogliono che lo Stato finanzi le scuole cattoliche e che queste siano equiparate a quelle pubbliche. L'idea fa breccia. Nel polo berlusconiano è condivisa da quasi tutti.
Anche nel centrosinistra non mancano i consensi. Però c'è un problema: bisognerà finanziare anche le scuole musulmane, senza parlare di eventuali scuole protestanti, ortodosse, ebraiche. E poi c'è un altro problema: come si forma una coscienza della cittadinanza interetnica e interculturale se si finanziano le scuole delle varie comunità religiose? In un'Europa e in un'Italia dove la diaspora musulmana è già - e più ancora sarà - una minoranza sempre più numerosa? Con tassi di natalità crescenti?
Infine c'è un terzo problema: se lo Stato finanzia scuole religiose e le parifica alla scuola pubblica avrà ben il diritto di controllare gli standard educativi e formativi con specifica attenzione ai principi della cittadinanza. E un quarto problema ancora: di fronte al moltiplicarsi di scuole religiose quella pubblica dovrà inevitabilmente accentuare le sue caratteristiche laiche.
L'insegnamento della religione cattolica, tanto per dire, cadrà per non diventare un duplicato di quanto si insegna nelle scuole cattoliche. Senza parlare delle scuole private non religiose che diventerebbero (già sono) un meccanismo finalizzato all'ottenimento del titolo di studio.
L'idea di scuola di Cl, rilanciata l'altro ieri da Berlusconi, è in realtà un nonsenso, non incrocia nessuno dei problemi del presente e del futuro. Incrocia soltanto lo slogan: "L'Italia è cattolica e deve essere degli italiani".
Il fatto che l'Italia debba essere degli italiani è ovvio. Dev'essere dei cittadini italiani, quelli che hanno cittadinanza italiana, che lavorano, che pagano le tasse, che usufruiscono dei diritti civili e politici. Quindi anche degli ebrei italiani, dei musulmani italiani, dei valdesi italiani e dei non credenti italiani. Insomma di tutti.
Ma c'è l'altra parte di quello slogan, assai meno ovvia, che afferma: l'Italia è cattolica. Chi l'ha detto? Non esiste nella nostra Costituzione. Anzi c'era nel Concordato del '29 ma è stato abolito. Questo in punto di diritto.
In punto di fatto ha risposto Andreotti. Alla domanda che gli è stata fatta se i musulmani dovrebbero andare a messa, ha risposto sorridendo: sono molti di più i cattolici che non ci vanno. Se lo dice lui...
Per fortuna questi meeting di Cl non contano poi granché. Servono agli sponsor e alla Compagnia delle opere. Ai giovani che ci vanno per stare insieme. Ai politici e agli imprenditori che si guadagnano un titolo sui giornali. Come alle feste dell'Amicizia di questo e di quello e ai festival dell'Unità.
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venerdì, 25 agosto 2006
na scrive: XXXXXXXX...lasciamo perdere ne abbiamo già parlato abbastanza e poi è bastato che da casa mia si sentisse perfettamente il rumore di fondo di una post adolescenza mal riuscita di gente uscita dal patronato dalla porta posteriore per entrarci il giorno dopo da quella davanti!!
na scrive: canticchiando ligabue
na scrive: (questa mi è venuta bene ammetti!!!)
[sostituire a XXXXXXXX il nome del nostro paese di merda]
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giovedì, 24 agosto 2006
ieri sera sono entrato nella prima sperimentazione del nuovo gruppo.
ovviamente un live totalmente improvvisato senza alcuna prova, in versione ridotta, solo io e Mauro, il chitarrista.
EBBENE: è andata da dio. Mauro è il mio chitarrista ideale, io sono il suo bassista ideale. Stacchi, attacchi, pause, ritmi, suoni... tutto perfetto. Siamo riusciti pure a fare la chiusura insieme solo guardandoci al volo.
Il nostro rapporto con il pubblico è inesistente. gli ampli verso il pubblico, noi due al centro del palco uno di fronte all'altro, in mezzo la selva di pedalini.
Mauro da post-shoegazer (ma lui non lo sa) ha passato il tempo a guardare gli effetti con cui stava smanettando o piegato sulla chitarra.
Io invece me la giocavo saltellando tra i pedali e l'ampli. Prendevo in basso e lo piantavo di fronte al cono per innescare il feedback e lo controllavo ad arte. La mia tracolla è lunghissima perchè A) io sono decisamente un bassista inguinale (al contrario degli ascellari) B) ho bisogno di un certo margine di movimento col basso per fare certe cose.
Poi ripensandoci in macchina mi sono reso conto che le sole parti "normali" di ritmica le ho fatte in piedi, di spalle al pubblico e di fronte all'ampli.
Io avevo due distorsori (di cui uno per chitarra) ed un equalizzatore.
L'ampli col cono da 15" è perfetto per il suono cupo, pesante, distorto.
Mauro è sceso dal palco con un sorriso a 36 denti, sostenendo che è stata la serata migliore in assoluto. Soddisfazione totale.
Io ero altrettanto felice, soprattutto perchè se questa è stata la prima serata, prevedo scintille quando entreremo in sala prove.
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sabato, 19 agosto 2006
udite udite...
...ho sistemato il BARACCONE SONORO che trovate nella colonna di destra.
1. è in ordine alfabetico anarchico. ovvero: i gruppi sono più o meno ordinati per lettera, ma non sono stato là a controllare se "afterhours" viene prima di "A short Apnea"
2. ho eliminato tutti gli articoli tipo "THE Who", per praticità.
3. ...ho mantenuto gli articoli tipo "A short apnea".
4. ho eliminato cose che magari possiedo ma che sono rapidamente finiti nella categoria "sottobicchieri" (uso alternativo di un cd altrimenti inutile)
5. ho mantenuto cose che ora non ascolterei, ma che in qualche modo son o passati per la mia vita.
Esempio:
- non posso negare che a 14 anni gli Oasis mi piacevano.
- non posso negare che i primi 3 album di Ligabue sono dei bei album di rock italiano.
- non posso negare che i Tre Allegri Ragazzi Morti sono indissolubilmente legati ad un periodo della mia vita.
Per tutte queste ragioni mi sembrava di fare un torto escludendo quei gruppi.
Sicuramente mi sarà sfuggito qualcosa...
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venerdì, 18 agosto 2006
Mio Fratello E' Figlio Unico
Rino Gaetano
Mio fratello è figlio unico
perche' non ha mai trovato il coraggio di operarsi al fegato
e non ha mai pagato per fare l'amore
e non ha mai vinto un premio aziendale
e non ha mai viaggiato in seconda classe
sul rapido Taranto-Ancona
e non ha mai criticato un film senza prima prima vederlo
mio fratello e' figlio unico
perche' e' convinto che Chinaglia non puo' passare al Frosinone
perche' e convinto che nell'amaro benedettino
non sta' il segreto della felicita'
perche' e' convinto che anche chi non legge Freud
puo' vivere cent'anni
perche' e' convinto che esistono ancora
gli sfruttati malpagati e frustrati
mio fratello e' figlio unico sfruttato
represso calpestato odiato e ti amo Mariù
mio fratello e' figlio unico deriso
frustrato picchiato derubato e ti amo Mariù
mio fratello e' figlio unico dimagrito
declassato sottomesso disgregato e ti amo Mariù
mio fratello e' figlio unico frustato
frustrato derubato sottomesso e ti amo Mariù
mio fratello e' figlio unico deriso
declassato frustrato dimagrito e ti amo Mariù
mio fratello e' figlio unico malpagato
derubato deriso disgregato e ti amo Mariù
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giovedì, 17 agosto 2006
Chi mi conosce sa che non provo alcuna simpatia per D'Alema.
Il fatto che sia stato l'unico ministro occidentale a recarsi in a Beirut improvvisamente mi ha reso orgoglioso di questo Governo (che ho votato).
Bravo Baffino. Se potessi ti darei un pacca sulla spalla.
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martedì, 15 agosto 2006
Dopo averlo riscritto tre volte (quattro con questa) ed essere stato sollecitato, finalmente pubblico il tanto agognato post sulle mie vacanze.
Prima tappa: Nettuno
Giù da Nanaqui si vive una simpatica aria di rispettosa anarchia familiare, i suoi ci coccolano a botte di fettuccine e ci lasciano in pratica le chiavi di casa in mano.
Nanaqui sta ristrutturando casa, non mi è ben chiaro la futura disposizione delle stanze, ma forse nella sua testa è già tutto a posto.
La prima sera siamo stati immediatamente arruolati come attrezzisti/factotum in aiuto ad uno spettacolo teatrale itinerante in giro per il borgo antico di Nettuno.
Poi siamo stati a cena dallo Zozzone, dove ho scoperto, con mio sommo sbigottimento, che un nostro amico, regista e autore teatrale, mentre nei giorni precedenti si mostrava allo studio del teatro di Brecht, il ruolo dell'autore e la sua visione della società, Stato, e politica, a cena invece dichiarava allegramente che non è mai andato a votare, che la democrazia non funziona, e che italia serve la monarchia. Anzi, ne sosteneva convintamente il valore. Tralascio i dettagli, dico solo che ci sono andato giù pesantino, lo ammetto (ma non mi pento, anzi).
Del resto non sopporto molto che la gente parli a cazzo di cose che non sa.
Purtroppo Dikoski si è un po' turbata della discussione, ma dovrebbe sapere che io di solito non parlo di politica, a meno che non mi si trascini o si chieda la mia opinione. In questo caso mi hanno proprio preso per il bavero.
Con Nanaqui invece si sono raggiunti toni accesi, ma civili, per arrivare a capire che alla fine avevamo dei pensieri simili ma con approcci diversi.
Stop.
Salterei direttamente al viaggio di ritorno verso Roma con Dikoski ancora in preda ai fumi dell'alcool e agli ultimi residui di serotonina. Il giretto a Roma ci ha regalato una magnifica mostra di Henri Cartier-Bresson "Omaggio a Roma" ovvero le fotografie realizzate nell'Urbe alla fine degli anni '50 quando ebbe come guida Pierpaolo Pasolini. CHE VE LO DICO A FARE!
Trip to Riggiu Calabbria.
In treno trovo: madre originaria di Cosenza, con due figlie piccole, abitano a San Francisco.
Più militare di firma anche lui di Cosenza che torna a casa per il matrimonio di un cugggino.
Come faccio a sapere tutto ciò? perchè in sette ore sono riusciti a raccontarsi tutte le loro rispettive vite. Volevo piangere. Ma dignitosamente mi sono chiuso in dignitoso isolamento libro+lettore mp3.
Reggio Calabria -STICAZZI- sta veramente a sud. Troppo. il viaggio pare eterno, soprattutto per il sottoscritto che in treno aspira a starsene per i cazzi propri, a leggere un libro ed ascoltare il lettore emmepitre.
Quando sono arrivato Mpare Elmore era in stazione con mezza compagnia che aspettava l'altra mezza compagnia in arrivo sul mio stesso treno.
Inutile dire essendo mezzanotte siamo usciti al volo, senza neppure passare dal via, ops, per casa.
Reggio Calabria sconta il terremoto di inizio secolo, quindi architettonicamente non stupisce. o per lo meno, non ho troppa simpatia per le città organizzate a scacchiera.
Detto questo invece bisogna rilevare la spettacolarità del lungomare e Messina sempre presente on the other side.
Gli amici che ho trovato giù sono stati a dir poco magnifici. Anzi. De più.
Devo tributare un saluto a UN EURO, bisognerebbe esportarlo. Funziona così: arancini, arancini all'nduja, focaccia, pizza, poi birra e bibite varie... tutto costa UN MISERRIMO EURO.
Tutta al compagnia quindi si piazza nelle vicinanze e a turno si va a fare spesa di birra.
Nessuno si alza MAI per andare a prenderSI una birra, ma si chiede sempre a tutti che cosa vogliono, dopo essersi assicurati dei desideri di tutti, si va e si torna con un sacchetto di roba. Spesso con un paio di birre in più che non si sa mai.
Per capirci, ci conoscevamo da 10 minuti, ed i primi quattro giri mi sono stati offerti.
Poi, insistendo, sono riuscito a pagare qualcosa anche io.
Mparuzzo Elmore abita nel quartiere Sbarre, ed ha raggiunto un patto di non aggressione con l'accampamento di zingari di fronte. In pratica adesso lascia pure l'auto aperta, ed un cartello estende l'inviolabilabità anche alle auto degli amici.
Tra le varie cose che abbiamo fatto: giretto a Chiananea; prove con col gruppo di Elmore, Gica, Roberta; cazzeggi assortiti.
Chiananea è un borgo di pescatori dalle parti di Scilla, attaccato alla montagna come una cozza. Le case hanno una porta che da' all'interno, sulla strada, un'altra porta che da' sul mare. Intendo: porta. un paio di metri di scoglio. mare.
Mi piacciono da morire i peperoncini ripieni, la nduja, satizzu, gli arancini (con e senza nduja).
Ugo si è lanciato sulla terronizzazione del sottoscritto, ovviamente il training ha avuto una parte seminariale sulle bestemmie, che ho affrontanto in scioltezza.
Ah, ho conosciuto pure una tipa carina, simpatica, musicalmente sveglia (miracolo!!!) e con l'amaro del capo nella fiaschetta della borsetta.
Elmore ringrazia. Qualcuno sa perchè.
Tutti i ragazzi reggini guardano a nord. Perchè tutti hanno avuto una ragazza che stava a determinate latitudini, perchè tutti hanno amici o parenti che studiano o lavorano su. A Reggio pare che la parte più interessante del mondo stia tutta sopra la Basilicata (perchè la Basilicata ed il Molise non esistono, sappiatelo).
E poi, ricordo con una punta di tristezza l'ultima sera, dove, un po' stanchi dalla settimana-devastazione ci siamo lasciati prendere dalle nostre rispettive carogne sulle spalle, scoprendo che alla fin fine, siamo tutti uguali: con una che ci gira nella testa e qualche segno di troppo sul cuore.
Come da sms inviato ad Elmore: "di solito si dice che sono stato come a casa, in realtà dovrei dire MEGLIO che a casa."
La mia tenuta alcoolica è comunque degna degli anni migliori.
Riparto per Napoli con un paio di ore di sonno sulle spalle, e in treno becco ancora una serie di rompipalle da antologia: la mammina con la figlioletta scassacazzi. Se ogni tanto la mammina si fosse sprecata in un "tesoro, non disturbare il signore", sarebbe stato meglio.
Arrivo a Campi Flegrei, Giannantonio mi recupera e organizza al volo linguine con il pesce.
Il giorno dopo siamo andati in barca sul golfo di pozzuoli, abbiamo pranzato leggerino con una anguria.
Arrivati a casa, docciati, alle sei di pomeriggio abbiamo mangiato: impepata di cozze, spaghetti con le cozze, alici marinate, peperoni alla griglia, mozzarella di bufala, fichi, tutto annaffiato con il vino e percoca.
Serata: caffè brasiliano a Pozzuoli. Ne avrei bevuti altri quattro, almeno.
il giorno dopo siamo andati a napoli, ho testato per l'ennesima volta l' "efficienza" della rete di trasporti campani.
Ho scoperto che a Bagnoli c'è la torretta di "Conan, ragazzo del futuro". Se conoscete qualcuno di quei luoghi, fatevi raccontare il tutto che qui sarebbe una digressione troppo lunga...
A Napoli centro siamo stati: Decumano, Piazza del Gesù, la-via-con-le-statuine-dei-presepi (che non mi ricordo come si chiama), poi pranzo (pizza, ovvio), poi caffè in Galleria Umberto.
E' tempo di tornare: riparto da Napoli Centrale e stavolta in treno invece trovo madre + figlia (tipo 16-20 anni) con fidanzatino della figlia che si stanno recando a Padova da amici. (PORCA PUTTANA NON POTEVANO SCENDERE A ROMA-FIRENZE-BOLOGNA???).
Lui ha un dvd portatile e ascolta neomelodici a random.
Lei (quella più piccola) faceva in capricci perchè si annoiava (se fossi stata la mia ragazza ti avrei appeso fuori dal finestrino alla seconda ora di treno).
L'altra (quella più grande) si alzava ogni mezzora per andare a fumare. (DOVE??? Mah.)
MANNAJA LA MARONNA A BOLOGNA NON MI SI E' MICA SCARICATO IL LETTORE MP3??? PORCU DDE DIU!!!
(no, no, non sto bestemmiando, sto ripassando la parte seminariale del corso di reggino).
FRASI STORICHE:
"Ahò, mi' nonno c'è morto così!!!"
"e chi ti pari, ch'incartamu turruna?"
"mannaggia 'a pataturca"
Padova.
Ok.
Avrà un milione e mezzo di difetti.
La gente, onestamente, fa schifo.
Però io la amo lo stesso.
Sono tornato giusto in tempo per il muro di via anelli, ci sono passato ieri davanti ieri, agli accessi ci sono due blocchi di cemento e due jeep della polizia. un check point stile Baghdad.
ps. credo che tornerò a parlare della vacanza in un'altra occasione.
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giovedì, 10 agosto 2006
non pensavo che fare un trasloco fosse così doloroso, saltano fuori un sacco di cose che avrei voluto non ricordare.
Indubbiamente tutte le volte che ho attivato un processo di cancellazione del passato (modello 1984) non sono stato perfetto nell'opera.
ps. sto preparando il post sulle vacanze, abbiate fede. in chi non lo so, sicuramente non in me.
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sabato, 05 agosto 2006
aggiornamento su me medesimo: dopo Roma-Nettuno, ora sta per finire la permanenza a Riggiu Calabbria, sono in procinto di partire per Napoli.
Non so esattamente come farò a concentrare questi 10 giorni in un post, ma ci proverò, una volta tornato.
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