giovedì, 30 marzo 2006
non smetterò mai di ringraziare Cavallomatto per aver segnalato questo link sul suo blog.

Marco Travaglio che racconta un aneddoto sul mausoleo di berlusconi:
http://gisa.openvlog.com/Userpreview.php?code=e727fa59ddefcefb5d39501167623132

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domenica, 26 marzo 2006
consiglio discografico:

El Ten Eleven, omonimo cd di esordio.



sono un duo batterista + bassista/chitarrista armati di looper, sequencer e altri aggeggi.
fanno una cosa a metà tra il post-rock, l'indie, il pop. tutto strumentale, molto carucci, da ascolto in relax totale.
se vi piacciono i Tortoise, i Mogwai tranquilli (quelli senza l'usuale crescendo di distorsione), i Larsen, fiondatevi senza paura sugli El Ten Eleven.

ps. forse mi ricordano pure qlc altro ma ora mi sfugge. vabbè, fidatevi. vi ho mai consigliato male?

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sabato, 25 marzo 2006
ECCO LA CREDIBILITA' E IL PRESTIGIO ITALIANO NEL MONDO ED IN EUROPA.

di nuovo un super copia-incolla da www.repubblica.it

il presidente francese al termine del vertice di Bruxelles
"Siamo per il libero mercato, chi afferma il contrario è ignorante"
Protezionismo, Chirac all'attacco
"L'Opa Enel non ha motivazioni"
"L'operazione italiana era solo finanziaria, nessuna base economica"

BRUXELLES - "Non vedo di cosa si accusi la Francia se si è opposta ad un'operazione puramente finanziaria e senza motivazioni economiche, come l'opa di Enel, che è contraria al volere degli azionisti e degli Stati francese e belga". Lo ha detto il presidente francese Jacques Chirac, rispondendo alle domande dei giornalisti, al termine del Consiglio europeo di Bruxelles. "Nessuno può affermare che la Francia è protezionista senza sentirsi rispondere di andare prima a scuola", ha poi aggiunto Chirac. Il capo dello Stato francese ha poi detto che, proprio per l'infondatezza dell'accusa, la questione del protezionismo francese "non è stata sollevata da nessuno durante il consiglio, nonostante le sollecitazioni di osservatori superficiali o malintenzionati".

"La Francia - ha insistito il presidente - accoglie il doppio degli investimenti esteri della Germania e il triplo di quelli dell'Italia. Se qualcuno afferma che la Francia è protezionista lo deve dimostrare". Al termine del Consiglio europeo, ha poi aggiunto le cifre fornite dal Fondo monetario sull'investimento estero nei diversi paesi europei in rapporto al pil: "Il 42% in Francia, il 36% in Gran Bretagna, il 24% in Germania, il 21% in Spagna e il 13% in Italia, tre volte meno della Francia", ha sottolineato Chirac.

'Si sono diffuse voci - ha affermato Chirac nella conferenza stampa al termine del vertice europeo - secondo le quali Enel, una società sotto il controllo totale del governo italiano, aveva in progetto un'Opa ostile su Suez allo scopo di smantellarla. Un'opa finanziaria e senza alcuna motivazione economica, che non aveva come obiettivo un'impresa europea, ma una franco-belga".

"Sono sei mesi - ha proseguito il capo dell'Eliseo - che ci sono trattative fra Gaz de France e Suez per la fusione, sono trattative lente e complicate perché si deve garantire l'occupazione e il livello dei salari dei lavoratori. Non è certo merce da venditori ambulanti. Non vedo, quindi, di cosa si accusi la Francia".

Chirac ha infine smentito le voci di divergenze sui temi dell'energia e del protezionismo con il cancelliere tedesco Angela Merkel, delle quali hanno parlato i giornali francesi. "Per quattro mesi con la Germania
abbiamo preparato insieme la politica dell'energia - ha detto il presidente francese - l'abbiamo ufficializzato al vertice franco-tedesco di Berlino e ieri sera la Merkel ne è stata la relatrice al Consiglio".

(24 marzo 2006)          


Berlusconi non ha mai preso la aprola durante il summit
La linea del governo: sul protezionismo decide la Commissione
Il silenzio imbarazzato del premier
A Bruxelles nuova dèbacle italiana
di ANDREA BONANNI


HA PROVATO a mettersi a capo di un "pronunciamento" dei governi liberisti contro la Francia. Ma ha dovuto ritirare la lettera già preparata perché nessun leader europeo, pur d'accordo sui contenuti, vuole mettere la propria firma accanto alla sua. Ha cercato di manipolare il risultato del vertice come se fosse stato un plebiscito a favore del nucleare. Con il solo scopo di mettere in imbarazzo l'opposizione. Ma è stato seccamente smentito dal presidente di turno, l'austriaco Schuessel, e perfino dal presidente della Commissione, il suo "amico" Barroso.

Così, dopo aver chiesto a gran voce che il summit dei capi di stato e di governo si concentrasse sulla sua campagna anti-protezionista, Silvio Berlusconi ha lasciato Bruxelles senza aver preso neppure una volta la parola nel corso del dibattito tra i leader, senza replicare a Chirac che difendeva l'arroccamento francese su Suez, senza neppure fare una conferenza stampa per ribadire almeno davanti all'opinione pubblica europea le buone ragioni dell'Italia.

In questo modo ha lasciato campo libero allo "show" finale del presidente francese che si è atteggiato a trionfatore del vertice e si è perfino permesso di insultarlo indirettamente parlando di "osservatori superficiali e malintenzionati", di leader "che avrebbero bisogno di andare a scuola" e di "venditori ambulanti". Il bilancio politico e di immagine dell'ultimo vertice europeo di questo governo non avrebbe potuto essere più disastroso.

La delegazione italiana ha abbandonato ieri Bruxelles alla chetichella, lasciando cadere qua e là dichiarazioni velenose sul conto di Prodi e della coalizione di centrosinistra ma evitando di parlare dei temi in discussione al vertice. Deciso a non incontrare i giornalisti in una sede internazionale, il capo del governo ha di fatto obbligato anche Fini e Tremonti che lo accompagnavano a rinunciare alla conferenza stampa.

La linea ufficiale del governo italiano è che del caso Enel-Suez ormai se ne dovranno occupare la Commissione europea e il prossimo Ecofin: d'altro canto, era stato lo stesso Tremonti - nelle sue recenti missioni a Bruxelles - a chiedere e ad ottenere dall'esecutivo comunitario di far rispettare le regole della concorrenza, non tanto per una semplice questione economica ma soprattutto per la salvaguardia stessa dell'Unione. "La vicenda è in mano alla Commissione. Io non ho più nulla da dire, a meno che non vogliate che dichiari guerra alla Francia...", ha chiosato Berlusconi esternando davanti ad un gruppetto di giornalisti che lo aspettavano all'entrata.

Può anche darsi che questa si riveli alla fine una linea vincente per quanto riguarda le sorti dell'Opa, più volte annunciata ma mai lanciata, della compagnia elettrica italiana sulla società francese. Ma era stato proprio l'attivismo del governo Berlusconi sul piano europeo a trasformare il vertice in una sfida politica tra i sostenitori del "patriottismo economico" e i fautori del liberismo e del mercato, a capo dei quali il Cavaliere si era iscritto d'ufficio.

Da questo punto di vista, la delegazione italiana ieri ha abbandonato il ring senza neppure aver provato a combattere, lasciando il palcoscenico a Chirac. E il presidente francese, per quanto isolato e certamente in difficoltà sul piano interno, alla fine ha potuto atteggiarsi a trionfatore permettendosi addirittura di sbeffeggiare l'avversario.

Il paradosso di questa situazione è che non solo l'Italia aveva ottime ragioni per far valere il proprio punto di vista, non solo si trovava, per una volta, a difendere l'ortodossia delle regole comunitarie e del mercato interno contro l'arroganza nazionalista dei francesi, ma addirittura poteva in teoria contare sul consenso di un'ampia maggioranza di governi. E proprio il fatto che Berlusconi sia riuscito a figurare come sconfitto in una battaglia che in teoria avrebbe dovuto essere vinta in partenza offre tutta la misura dell'isolamento e dell'impopolarità che il suo governo è riuscito a guadagnarsi in Europa.

Dopo tante battaglie sbagliate, questa in difesa del mercato unico era finalmente una battaglia giusta. Per una volta che non sostenevamo il diritto dei produttori di latte a violare le quote, non cercavamo di affossare il Patto di Stabilità o non chiedevamo di bloccare un provvedimento popolare quale il mandato di arresto europeo, avremmo potuto uscire da Bruxelles come i campioni di una campagna sacrosanta e vincente. Ma in Europa non basta avere ragione: occorre anche avere il prestigio e le capacità necessari per farla valere. Ed è proprio quello che manca drammaticamente al governo uscente.

Al danno, poi, il premier è riuscito ad aggiungere la beffa. Visto che non riusciva a sollevare la questione del protezionismo rampante, ha pensato bene di utilizzare il vertice a fini elettorali facendolo passare come un plebiscito in favore del nucleare, nella speranza di mettere in difficoltà l'opposizione. "La scelta del nucleare è indispensabile - ha spiegato rientrando giovedì sera in albergo al termine della prima giornata di lavori - e questa è stata la considerazione finale di tutti i Paesi membri".

Ma la smentita è arrivata fulminea da parte del presidente del Consiglio europeo, il premier austriaco Wolfgang Schuessel: "Non si è parlato di scelta del nucleare, come non si è parlato di gas o di carbone. Si è solo concordato che il mix energetico resta di competenza esclusiva dei singoli stati membri". E il presidente della Commissione, Joao Barroso, incontrando ieri mattina un gruppo di giornalisti, ha rincarato la dose: "Berlusconi non è mai intervenuto. E' vero che alcuni governi guardano al nucleare di quarta generazione, ma non direi affatto che c'è consenso perché molti restano fermamente contrari. La conclusione è che in questo campo vige il principio di sussidiarietà: ognuno fa le scelte che preferisce".

(25 marzo 2006)


la cosa più divertente è che non si può smentire: ci sono testimoni, video, verbali...
ad esempio, controllate il pezzo che ho sottolineato. se andate su sito dell'Unione Europea e vi scaricate le Conclusioni della Predidenza http://www.europa.eu.int/comm/councils/bx20060323/89013.pdf (ovvero, il documento UFFICIALE che viene pubblicato alla fine di ogni Consiglio Europeo) a pagina 34, punto 30:

"Assessing the advantages and drawbacks of all individual energy sources with regard to the three objectives of energy policy; this assessment should cover all different sources, from indigenous renewable energy sources, to clean coal and the future role of nuclear energy in the EU for Member States which wish to pursue this option."

che tradotto in parole spicciole significa: CHI VUOLE, LO FACCIA.
non ci sono altri riferimenti al nucleare.

...CHE SPUDORATEZZA!!!!

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sabato, 25 marzo 2006
la situazione è questa:
  • ho ancora nelle orecchie il blues dolente ed elettrico di Mark Lanegan
  • sono a casa da solo quindi: mi sono fatto la doccia, giro per casa in accappatoio e sto fumando in salotto, alla faccia dei coinquilini probizionisti
  • ho sospeso, per quanto possibile, ogni pensiero politico
  • tra circa 12 ore vado a vedere il Petrarca, sperando in una sana vittoria contro il Parma
  • poi mi vedrò con una persona
Lunedì inizio lo stage, e sono un po' inquieto. ho un po' paura di non patire il pendolarismo, e poi ho tutti i soliti timori prima di iniziare una grossa avventura che potrebbe rappresentare grossi cambiamenti nella mia vita. del resto me la sono cercata, è quel che voglio quindi ora è arrivato il momento di fare sul serio.
è bello vedere che tutte le persone che mi sono vicine sono contente per me, anche se ciò avrà conseguenze sulle loro vite. lievi, per carità, ma in ossequio alla massima secondo cui "nessun uomo è un'isola" so che quando mi dicono "sono felice per te" sotto sotto colgo che qualcuno di loro esprimono anche il tacito pensiero che io per loro sono perso per quasi tutta la settimana.
ovviamente questa magnifica occasione arriva esattamente quando il progetto musical-poetico si stava mettendo sui binari giusti.

in passato, il meglio di me l'ho dato quando ero sotto pressione, e so che anche ora sarà così.

come sempre, viene in aiuto Hagakure:

"
È bene affrontare le difficoltà in gioventù perché chi non ha mai sofferto non ha temprato pienamente il suo carattere. Il samurai che si scoraggia o cede di fronte alla prova non è di alcuna utilità."


per chi lo sa leggere, quel libro ha tutte le risposte.

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venerdì, 24 marzo 2006
MICRO LEZIONE DI METODOLOGIA DELLE SCIENZE POLITICHE:

punto primo (ed unico): la metodologia non si insegna. studiare la metologia su un manuale è il modo migliore migliore per ingessare una materia morta. (fuor di metafora: la metodologia la si impara solo mettendosi ad analizzare dati, sondaggi, domande, interviste, facendo interviste, parlando con gli interessanti, assistendo a focus groups, ecc. ecc.)
quindi se volete imparare la materia io non ve la insegnerò, mettevi a giocare con i sondaggi che è già una bella cosa.

detto questo, andate su www.sondaggipoliticoelettorali.it che è il sito del Governo dove vengono pubblicati tutti i sondaggi d'opinione sulle elezioni.
fate un giro. fate come come.
ho aperto alcuni sondaggi. la cosa strana è questa: tutti i sondaggi commissionati dal centro sinistra, dalla rai, da giornali nazionali, da giornali locali, ecc. danno dei risultati simili. ovvero il centro sinistra in vantaggio al 52%. Con alcune oscillazione e forchette variabili.

poi ho aperto quelli commissionati dal centro destra. e tutti danno in vantaggio il centrodestra.

poi ho scoperto il trucco. e la chiave di volta è stato un sondaggio commissionato dall'UDC: i risultati sono pressochè identici a quelli del centrosinistra.

Quelli con i risultati palesemente discordanti sono solo quelli di Forza Italia.

Come mai i risultati sono diversi? ah, qui sta a voi EVENTUALMENTE a pensare male. io ho detto solo quello che emerge da un sito pubblico gestito dal Governo.

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venerdì, 24 marzo 2006
Fino all'ultimo, fino alla fine, non c'è scampo.

Anche oggi non ha rinunciato a fare la macchietta al Consiglio Europeo, una scenetta penosa in cui ha mimato un agguato alle spalle di Chirac e tentativo di strangolamento.
Ilarità generale e risatine di cortesia.



il tutto alla faccia della credibilità internazionale dell'Italia che lui afferma di aver riportato in auge.

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venerdì, 24 marzo 2006
Sto riascoltando Mark Lanegan.

è inutile, su cd sembra acqua fresca rispetto al live: frangia sugli occhi, aggrappato al microfono, mai un sorriso o una parola oltre ai testi delle canzoni, buio sul palco ("per sua esplicita richiesta" mi disse un buttafuori. avevo l'accredito come fotografo e stavo rompendo le palle giusto per dare noia allo sbirro mancato). camicia da working class, jeans, anfibi. come look è rimasto al proto-grunge degli Screeming Trees, salvo la chioma che si è sensibilmente accorciata.


- sento una bella canzone e gli chiedo chi è che canta
con la solita faccia risponde col suo tono metallico standard e dice rassegnato “è Mark Lanegan”
poi un lampo di vita, si ridesta dai suoi pensieri troppo alti e scollegati e mi comunica deciso “non credo tu lo conosca, era il cantante degli Screaming Trees”
ora capisco
il mio aspetto ordinario gli trasmette ascolti deplorevoli
ma io lo so chi è Mark Lanegan, arrogante bottegaio indegno della roba che vendi qui dentro, alternativo dei miei coglioni, che quando ascoltavo i dead kennedys tu neanche ti facevi le pippe. -

Offlaga Disco Pax - Tono Metallico Standard

ps. per chi non lo sapesse Offlaga Disco Pax
è un collettivo neosensibilista contrario alla democrazia nei sentimenti che aderisce al Movimento per il Socialismo Tascabile. Pensiero Debole, Mutuo Quinquennale, Ideologia a Bassa Intensità.
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venerdì, 24 marzo 2006
Tre grandi cd arrivati tutti oggi:

Vinicio Capossela - Ovunque proteggi
Piano Magic - Disaffected
Liars - Drum's not dead

...centrassero l'uno con l'altro...

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mercoledì, 22 marzo 2006
è ufficiale.
lunedì inizio lo stage.
e posso pure evitare di alzarmi alle 6.00 dato che mi devo trovare col Magnifico Direttore alle 8.27 in stazione, così si va su insieme.

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mercoledì, 22 marzo 2006
mi è venuto un mente un ricordo clamoroso.
ero molto piccolo ed ero su un pullman, in gita con i miei, non ricordo dove. durante il ritorno ad un certo punto, in autostrada, alla visione del cartello "PADOVA OVEST" tutti si sono messi a cantare una "canzone popolare"... da allora mi è sempre rimasto in testa il ritornello che ogni tanto saltava fuori...
ora ho trovato sia il testo che la canzone. che bellezza :°)

i padovani si facciano avanti. se non avete una certa cultura di osteria questa non la sapete. no no.

perchè, per citare Enrico Brizzi, in fondo io "un po' la amo, questa fica fredda di città".

...Ma quando torno a PADOVA

Roma, Londra, Tokyo, Singapore,
tutti posti che me ga incantà...
Ma na spina mi go sempre in core
Quando sò che son lontan da qua...
ogni sera vardo e fisso el cieo
ea luna me soride
ma mi nol par gnanca tanto beo
perchè nol somigia a questo qua

...Ma quando torno a PADOVA,
me sento a casa mia,
No go mainconia,
e tutto me va ben...
Camino soto i porteghi,
de cuà e deà me incanto,
e cupoe del Santo,
fa ciaro a sta sità...
Ritrovo tutti i popoi,
davanti a sta basiica
chi che ga visto PADOVA
no poe scordarla più...

tuto el mondo i dise el xe eo stesso
rente i monti come rente el mar
ma tanto na volta come adesso
co so via mi vojo ritornar
serco dapartuto el to viseto
serco e to caresse dee to man
questo xe un amore benedeto
perchè el xe un amore padovan

...Ma quando torno a PADOVA,
me sento a casa mia,
No go mainconia,
e tutto me va ben...
Camino soto i porteghi,
de cuà e deà me incanto,
e cupoe del Santo,
fa ciaro a sta sità...
Ritrovo tutti i popoi,
davanti a sta basiica
chi che ga visto PADOVA
no poe scordarla più...



il testo dovrebbe essere di Licia Oliosi, la musica non ne ho la più pallida idea, però in giro si trova una versione di Umberto Marcato (che non so assolutamente chi sia, ma lo ringrazio lo stesso).


ps. il testo non mi convince granchè, dal punto di vista linguistico, soprattutto per la presenza di troppe doppie che cantandole si addolciscono. soprattutto se siete imbriaghi.

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