venerdì, 29 aprile 2005
faccio una marchetta per un paio di amici:
se volete saperne di più:
http://zwatok.splinder.com/
http://www.cantieripodolsky.org/
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giovedì, 28 aprile 2005
sono orgoglioso delle mie basette lunghe.
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giovedì, 28 aprile 2005
sono allucinato.
tratto da
www.repubblica.it
Nuova legge autorizza i cittadini a sparare anche fuori casa non appena si sentano "minacciati".
Lobby delle armi soddisfatta
"Licenza d'uccidere" in Florida
la guerra al crimine di Jeb Bush
DAL NOSTRO INVIATO VITTORIO ZUCCONI
WASHINGTON - Attenti a quel nonno, turisti in viaggio per la Florida, in guardia da Topolino e Minnie. Da ieri hanno la licenza di uccidere, hanno ricevuto dallo Stato governato dal fratello di Bush il permesso legale di spararvi senza fare domande, se si sentono minacciati, stile Bagdad. La Florida è diventata il primo Stato americano, e forse l'unico al mondo, nel quale il principio universalmente accettato della "legittima difesa" si è esteso al legittimo sospetto e ora, non sorprendentemente trattandosi della famiglia Bush, i singoli cittadini possono condurre la propria "guerra preventiva" al crimine.
Tra l'entusiasmo e i generosi finanziamenti della National Rifle Association, la lobby dell'arsenale privato che arma l'America, la Camera e il Senato della Florida hanno approvato, addirittura senza opposizione nel caso del Senato, la legge che autorizza i cittadini a sparare su aggressori, rapinatori, malviventi, maleintenzionati, chiunque li guardi storto e sia percepito come una "minaccia", senza perdere tempo a chiedere aiuto o a tentare di fuggire e a farlo per strada, nei supermercati, nei luoghi pubblici, ovunque. Poiché già da tempo la Florida permette il trasporto di armi nascoste, in una borsetta, sotto la giacca, in automobile, ovunque, ogni uomo, ogni donna, ogni pupazzo di peluche, è divenuto automaticamente lo sceriffo di sé stesso. Mezzogiorno di Fuoco a Disneyworld.
La "dottrina del castello", come era stata chiamata la legge che già autorizzava a sparare contro ogni intruso che tentasse di entrare in casa propria, secondo il detto "la mia casa è il mio castello", si è allargata alla nuova legge detta dello stand your ground, del restare a piè fermo e fare fuoco subito, senza scappare o dibattersi. Spaghetti western a Miami. "L'idea che per essere giustificata un'autodifesa dovesse essere preceduta da un tentativo di fuga era insensata" ha commentato Jeb Bush, il governatore fratello. "Una donna che capisca di trovarsi davanti un violentatore, può ora estrarre la rivoltella e sparare, senza timore di essere incriminata per eccesso di difesa".
Il problema, ovviamente, è avere una ragionevole certezza, nei momenti di panico davanti a una possibile aggressione, che l'attaccante abbia davvero l'intenzione di nuocere, ma la nuova legge del "piè fermo" non sottilizza. Ogni guerra preventiva, privata o nazionale, è sempre costruita su un processo alla intenzioni. La persona che si sente in pericolo e che porta un revolver con sé diviene agente di polizia, pubblico ministero, giudice, giuria e giustiziere, sotto la protezione dello Stato. "La tragedia di questa nuova legge sta nel senso di immunità che rischia di produrre nei cittadini e non oso pensare a che cosa potrà accadere all'uscita, per esempio, di uno stadio, se un tifoso si sentisse minacciato da un altro tifoso ubriaco e manesco" ha commentato qualcuno che di pubblica sicurezza e di violenza sa qualcosa, il capo della polizia di Miami, John Timoney. "Questa è una legge irresponsabile, demagogica e pericolosa".
Ma anche molto popolare, come dimostra il voto entusiastico nelle due Camere dello Stato dove non è la solita "destra repubblicana" ad avere la maggioranza, ma sono i democratici, il partito di opposizione al governatore repubblicano Bush. Sull'onda di questa popolarità trasversale, la lobby delle armi, non soddisfatta di quei 192 milioni di armi da fuoco nelle mani dei cittadini americani, ha già annunciato che presenterà leggi simili negli altri 49 Stati, per dare a tutti la stessa "licenza di uccidere".
Neppure la costante caduta del numero dei crimini violenti in tutto il Paese o il puntuale ricorrere di stragi, quelle sì insensate, dal liceo di Columbine in Colorado al massacro nella riserva indiana del Minnesota poche settimane or sono, scuote l'illusione che una popolazione civile armata come i gunslingers, i pistoleri del vecchio West sia una protezione contro il crimine.
E neppure i dati statistici inconfutabili, sul rapporto diretto tra armi da fuoco e morti violente scuote la protervia insaziabile della lobby o la passione nazionale per pistole e fucili. Nelle nazioni dove il porto d'armi è strettamente controllato, il numero di morti da pallottola è minuscolo, 9 all'anno in Nuova Zelanda, 15 in Giappone, 30 in Gran Bretagna, 109 in Canada, contro i 30.708 negli Stati Uniti, tra omicidi, suicidi e morti accidentali, spesso di bambini in casa. Una cifra annuale, questi 30 mila, che sfiora il totale dei soldati caduti nei tre anni di guerra in Corea (33 mila) e avvicina il numero complessivo dei morti nei 15 anni di conflitto in Indocina, 58 mila.
Naturalmente, e inutilmente, le lobby anti armi hanno tentato di opporsi, guidate sempre da quella fondazione Brady intitolata al nome del portavoce di Reagan, paralizzato dai colpi dell'attentatore che ferì il presidente. Il diritto a portare armi sembra, ai sostenitori, garantito dalla stessa Costituzione e dove non arriva la Costituzione arrivano i legislatori della Florida, rincorrendo la popolarità e i sondaggi. E pensando a quelle elezioni presidenziali del 2008 alle quali Jeb guarda, pistola pronta nella fondina.
(28 aprile 2005)
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giovedì, 21 aprile 2005
giusto per fare vi posto questa cosa.
l'inizio:
Choose life. Choose a job. Choose a career. Choose a family, Choose a fucking big television, Choose washing machines, cars, compact disc players, and electrical tin openers.
Choose good health, low cholesterol and dental insurance. Choose fixed-interest mortgage repayments. Choose a starter home. Choose your friends.
Choose leisure wear and matching luggage. Choose a three piece suite on hire purchase in a range of fucking fabrics. Choose DIY and wondering who you are on a Sunday morning. Choose sitting on that couch watching mind-numbing sprit-crushing ga me shows, stuffing fucking junk food into your mouth. Choose rotting away at the end of it all, pishing you last in a miserable home, nothing more than an embarrassment to the selfish, fucked-up brats you have spawned to replace yourself. Choose your futu re. Choose life.
But who would I want to do a thing like that?
I chose not to choose life: I chose something else. And the reasons? There are no reasons. Who need reasons when you've got heroin?
la fine:
So why did I do it? I could offer a million answers, all false. The truth is that I'm a bad person, but that's going to change, I'm going to change. This is the last of this sort of thing. I'm cleaning up and I'm moving on, going straight and choosing life. I'm looking forward to it already. I'm going to be just like you: the job, the family, the fucking big television, the washing machine, the car, the compact disc and electrical tin opener, good health, low cholesterol, dental insurance, mor tgage, starter home, leisurewear, luggage, three-piece suite, DIY, game shows, junk food, children, walks in the park, nine to five, good at golf, washing the car, choice of sweaters, family Christmas, indexed pension, tax exemption, clearing the gutters, getting by, looking ahead, to the day you die.
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mercoledì, 20 aprile 2005
due mirabili citazioni da 54 di Wu Ming (ed in più si trovano pure nella stessa pagina)
"al mondo ci sono solo due cose senza soluzione: la morte e la figa"
"Stile è dimostrare a se stessi di essere sempre all'altezza"
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mercoledì, 20 aprile 2005
tutti mi dicono di aspettare a giudicare.
ok, aspettiamo, ho tempo.
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martedì, 19 aprile 2005
ma i Papa Boys adesso cambieranno nome in "Gioventù Ratzingeriana"?
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lunedì, 18 aprile 2005
il tanto temuto deicidio lo commetto oggi.
il nuovo dio è Lui:
ed i suoi sacerdoti sono i tre folli che lo accompagnano.
avevo già decantato Giorgio Canali su questo blog, dal vivo è devastante. potente, il suono migliore che io abbia mai sentito.
ha cancellato Afterhours, Marlene Kuntz e quanti altri italiani possano venirvi in mente, almeno negli ultimi 10 anni. si deve tornare ai CSI ed ai Massimo Volume, per avere qualcosa di paragonabile. questa è la mia umilissima opinione.
Ironico e autoironico, concerto a Marcon per pochissimi intimi (60? 70?), chiaccherava con noi, fresco, diretto.
oltre ad essere un genio, ha un gruppo che gli permette di fare qualsiasi cosa:
la bassista Claude Saut ha un suono bellissimo, ti viene voglia di seguirla nei suoi balletti solitari.
il chitarrista Marco "Testadifuoco" Greco se ne sta un po' in disparte, suona sempre a testa bassa, ma la sua chitarra elettrica ricama sulle distorsioni. e la senti eccome.
il batterista Luca Martelli... che dire... è una macchina, picchia come un forsennato, rompe una bacchetta alla seconda canzone... alla penultima canzone è sfiancato, piegato sulla batteria...
grandissimi. non si può dire altro.
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sabato, 16 aprile 2005
approfondiamo la recensione: niente di nuovo o particolarmente innovativo, quelli sono, se sei ad un concerto degli interpol probabilmente i loro cd si sono consumati nel lettore. ogni tanto "senti" qualcosa che ti ricorda qualche altro tuo ascolto, due esempi su tutti: parte un giro di chitarra improvvisamente pensi ad una canzone degli Smiths; Paul si avvicina al microfono e dice "this is an old song, and the title is The Specialist" attacca il giro di basso e subito ti scappa un commentino acido "questa é un po' più JoyDivision delle altre..."
ma li perdoni, come dicevo prima, se sei qui sai cosa vuoi ascoltare e stop. sono stilosi da morire:
Daniel (chitarrista) ha suonato tutto il concerto con un completo scuro, panciotto, camicia, cravatta, perfetto dall'inizio alla fine.
Carlos (bassista) aveva una camicia aderente nera (in tinta con il basso) cravatta, pantaloni stretti e anfibi fino al ginocchio, sopra ai pantaloni. un cuffio prodigioso che gli cadeva sul lato destro. un miracolo di ingegneria: non si é mosso un capello. ha fatto tutto il concerto senza una sola smorfia o un solo sorriso. si muoveva, ma per il resto era una maschera. tocco eccentrico: aveva una fondina da pistola sotto l'ascella, tipo i poliziotti americani... mah...
Paul: lui era quello preso peggio: camicia fuori dai pantaloni, cravatta. alla fine era sudato, un segno di umanità.
come dicevo nel post sotto: Paul ha un voce impressionante, per le prime due canzoni ti chiedi se é vero, se esiste sul serio. ha una voce così bella ed intensa che ti verrebbe da fare paragoni... che ad un certo ti verrebbe da gridare: "FACCI LOVE WILL TEAR US APART, CAZZO!!!". ma alla fine stai zitto, é meglio per tutti così.
stasera Giorgio Canali. vi saprò dire.
ps. finora avevo letto un sacco di recensioni negative sui live degli Interpol: mi chiedo che aspettative ha la gente, é un gruppo che dal vivo suona così, prendere o lasciare, se volete vedere il circo andate ad un concerto dei Darkness. grazie.
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sabato, 16 aprile 2005
al taliercio di mestre.
belli, splendidi. esattamente come li volevamo, niente soprese, niente fronzoli.
come sui cd, ed è questa la cosa impressionante. paul banks ha una voce veramente fantastica: quando lo ascolti ti chiedi se sia vero.
in ogni caso, fino a quando non commetterò per l'ennesima volta deicidio, il nuovo dio è lui:
se ho voglia domani approfondisco la recensione, per stasera: OFF.
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