colonna sonora: Jeff Buckley - Alleluja
la cosa veramente straziante è trovare per casa qualcosa che ti ricorda il tutto che hai fatto con lei.
e non lo fai apposta, semplicemente vivi nella tua casa. ma su ogni cosa è passata lei.
sono a casa con degli amici, ho bevuto un bel pò, sono tornato a sistemare la mia camera, dormivo nella camera delle ragazze finchè loro non ci sono, ma stasera abbiamo ospiti.
il letto che stai preparando è il tuo, ma per te è quello che fu il vostro.

mi chiedo come si faccia a sbagliarsi.
credere prondamente che la persona con cui stavi sia esattamente quella fatta per te.
credere che lei sia così, perchè così l'hai sempre vista. perchè lei dice lo stesso di te.
ti viene anche da fare confronti e dire: non sono mai stato così bene. ma come cavolo facevo a stare con le altre prima?
ne parli con i tuoi amici. e tutti stupiti la conoscono. e ti vedono insieme. e tutti ti dicono: ok ragazzo, è la tua.
e tu credi pure.
credi a lei.
credi a te stesso e quello che ti dice il cuore.
credi addirittura alle fonti esterne.
poi un giorno succede che lei ti dice: guarda non è così. e non da' spiegazioni. semplicemente afferma che è cambiata.
e che tu non puoi farci nulla, e che lei non può farci nulla.
e tu non la riconosci più allora.
e non sai più che dire fare (baciare).
mi mancherò la pelle di una certa ragazza diafana (citazione) e sentirla mia.
ricordo tutto della nostra storia. com'è iniziata, come andava e com'è finita.
è stata lei a trovarmi, io ero in periodo "mi faccio i cazzi miei", lei a corteggiarmi, lei a volermi.
e pure lei a farla finita. forse io davvero in quella storia non c'entravo. soggetto e regia erano suoi.
colpo di scena:
lui la va a cercare, lei annuncia di essere diventata diversa.
parlano. telecamera che ruota piano attorno a loro due, in piedi.
si siedono e continuano. si alzano di nuovo.
lui abbraccia un blocco di ghiaccio.
se ne vanno per due strade diverse e opposte, non si incontreranno più anche se abitano nella stessa città.
(errore: io abito la mia città, me la sento addosso, attorno, è mia, è il mio posto. lei no, lei abita NELLA città ci resta perchè qui hanno scelto di stare i suoi e lei non vuole fare altro che scappare da qua.)
cazzo sembra un fottutissimo film francese. ed io ODIO i film francesi.
Tarantino, lui sì che è un genio. altro che i film francesi.
continuo a chiedermi come io abbia fatto a sbagliarmi in maniera così pesante.
non doveva andare e non è andata.
quel che deve accadere, accade. lo dicono pure i CSI. mi farò un post-it e me lo attacco qui sul muro di fronte alla scrivania, così me lo ricordo.

in tutto questo, e come si vede dal post qui sotto, mi sta montando una voglia mostruosa di andare a fare snowboard, fuoripista selvaggio, infilarsi nel bosco ed uscirne vivo. neppure intero. chiedo di uscirne vivo.
a dire la verità, vorrei anche andare via da qui, non perchè a padova io ci stia male, anzi, ma perchè ogni tanto mi parte di fare l'Italian Tour in giro da amici. quest'anno la tappe saranno, spero, Milano, Roma, Napoli. Ho fatto pure domanda di uno stage all'estero, se mi prendono vado a Bruxelles per tre mesi, tornerò ingrassato un cifra perchè amo alla follia la birra belga.
non ho voglia di fare un cazzo, il dramma è avere 500 cd tra cui scegliere e non avere voglia di ascoltarne nessuno, nell'indecisione ho messo su Wish dei Cure, giusto perchè se non hai voglia di fare colazione, entri lo stesso nel tuo bar di fiducia, che magari un caffè lo prendi lo stesso.

You don't have to be cool to ride
You don't have to ride to be cool
You Just Have To Ride
Catalogo Burton Snowboard

PICTURES OF YOU
I've been looking so long at these pictures of you
That I almost believe that they're real
I've been living so long with my pictures of you
That I almost believe that the pictures are
All I can feel
Remembering
You standing quiet in the rain
As I ran to your heart to be near
And we kissed as the sky fell in
Holding you close
How I always held close in your fear
Remembering
You running soft through the night
You were bigger and brighter and wider than snow
And screamed at the make-believe
Screamed at the sky
And you finally found all your courage
To let it all go
Remembering
You fallen into my arms
Crying for the death of your heart
You were stone white
So delicate
Lost in the cold
You were always so lost in the dark
Remembering
You how you used to be
Slow drowned
You were angels
So much more than everything
Hold for the last time then slip away quietly
Open my eyes
But I never see anything
If only I'd thought of the right words
I could have held on to your heart
If only I'd thought of the right words
I wouldn't be breaking apart
All my pictures of you
Looking so long at these pictures of you
But I never hold on to your heart
Looking so long for the words to be true
But always just breaking apart
My pictures of you
There was nothing in the world
That I ever wanted more
Than to feel you deep in my heart
There was nothing in the world
That I ever wanted more
Than to never feel the breaking apart
All my pictures of you
alle volte capita di avere in casa un'opera d'arte e non saperlo. come avere uno Schiele appeso in corridoio, sapere che è là, e passarci davanti tutte le mattine.
poi un giorno ti fermi e lo guardi.
io un giorno mi sono fermato ad ascoltare un cd che avevo archiviato troppo rapidamente.
DISINTEGRATION dei Cure. quando si dice: un nome un programma.
la traccia due. in loop continuo. per ore e ore. over and over.
poi ho letto il testo. e mi sono disintegrato. avevo le lacrime agli occhi, ma non riuscivo in realtà a versarle credo fosse già passata la prima ora.
scusatemi. scusatemi tutte. chiedo perdono a tutte le ragazze che sono entrate ed uscite dalla mia vita, per tutto il male che posso avervi fatto.
e del resto, vi perdono tutte, per tutto il dolore che invece avete fatto a me. è il solo modo che ho che ho per chiudere realmente i conti.
le ferite sono ferite, e le cicatrici restano a ricordarci cosa è successo. Le cicatrici che ho sul corpo, di quelle ne vado fiero, sono tutte ferite di battaglia. quelle della mia anima le vedo solo io. qualcuna fa ancora male a grattarci sopra, ma passerà.
tutto passa.
sempre.

qualcuno collegherà questo post ad eventi recenti.
quello che caratterizza la nostra società è la precarietà.
la precarietà non solo dal punto di vista lavorativo, ma anche sentimentale.
se mi guardo attorno, e guardo le persone che mi stanno vicine, salta agli occhi che nella fasci 20-30 anni, le storie stabili sono clamorose eccezioni. la gente si scopa, sta insieme qualche mese, si manda affanculo allegramente e poi il giro ricomincia, un simpatico walzer dove tutte le coppie scoppiano e cercano nuovi compagni. dico, non pretendo mica che tutti siano promessi sposi.
sembra quasi che Cupido abbia aperto un'agenzia interinale più che un'agenzia matrimoniale.

chi sono io?
24anni1.78m65kgmoroocchicastanicapellirasati
sono di padova. vivo a padova. ma non con i miei, sono in pratica un fuorisede nella mia città, come la mia amica Luisa. La donna più magnificamente stilosa che io conosca, come dice lei: "la gente non sa che sforzo sia riuscire ad essere dark: scegliere i vestiti giusti, risultare sempre pallidi, poi il trucco adeguato, dico, prima di uscire di casa almeno 20 minuti di trucco e poi magari gli altri nemmeno se ne accorgono"
mi sono da poco laureato in una triennale di scienze politiche ed ora sono in attesi di iscrivermi alla specialistica.
la mia occupazione principale è vivere, e per compiere questa delicata operazione mi impegno in svariate cosette quali: ascoltere valanghe di musica, suono la chitarra ed il basso, faccio fotografie soprattutto in B/N, leggo, navigo. mi piace interessarmi alla politica, ma non ne parlerò qui.
quello che amo di più fare è stare con gli amici. ho moltissimi conoscenti, amici pochi, ed è bene così. non me la menate, odio la solitudine, quando non è una mia scelta.
ok, come presentazione direi che va bene così. se volete potete chiamarmi Xabier.
